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giovedì 23 ottobre 2014

Ouverture #10 - Eragon [Christopher Paolini]


L'Incipit, ovvero "l'esplosione semantica che genera e avvia il cosmo romanzesco e ci consente di individuarne i caratteri, di intuire panorami e sviluppi futuri" che "avviene non appena leggiamo le prime dieci o venti righe" [B. Traversetti]. 

Eragon [Christopher Paolini]
Il vento ululava nella notte, portando con sè un odore che avrebbe cambiato il mondo. Uno Spettro, alto e flessuoso, alzò la testa per fiutare l'aria; aveva sembianze umane, ma i  suoi capelli erano cremisi e gli occhi rossi come braci incandescenti.
Battè più volte le palpebre, perplesso. Il messaggio era inequivocabile: stavano arrivando. E se fosse stata una trappola? Soppesò ogni eventualità, poi ordinò in modo gelido: «Sparpagliatevi: nascondetevi dietro gli alberi e i cespugli. Fermate chiunque si avvicini... o morite.»

mercoledì 22 ottobre 2014

Ouverture #9 - L'arte di correre sotto la pioggia [Garth Stein]


L'Incipit, ovvero "l'esplosione semantica che genera e avvia il cosmo romanzesco e ci consente di individuarne i caratteri, di intuire panorami e sviluppi futuri" che "avviene non appena leggiamo le prime dieci o venti righe" [B. Traversetti]. 

L'arte di correre sotto la pioggia [Garth Stein]
I gesti sono tutto ciò che ho, e a volte devono essere eclatanti. Se mi capita di esagerare e sconfinare nel melodrammatico è perché sono costretto a farlo, per comunicare in modo chiaro ed efficace. Per farmi capire, senza dubbi o malintesi. Sulle parole non posso contare perché, con mio grande dispiacere, la mia lingua è stata concepita lunga, piatta e floscia, uno strumento davvero poco efficace per rigirarmi in bocca il cibo quando mastico, e ancora meno efficace per produrre quegli ingegnosi e complicati polisillabi che messi insieme formano le frasi. Ecco perché adesso me ne sto qui in cucina ad aspettare che Denny torni a casa - dovrebbe arrivare a momenti - sdraiato sulle fredde piastrelle del pavimento, in una pozza della mia stessa urina.

domenica 19 ottobre 2014

Ouverture #8 - Cronaca di una morte annunciata [Gabriel García Márquez]


L'Incipit, ovvero "l'esplosione semantica che genera e avvia il cosmo romanzesco e ci consente di individuarne i caratteri, di intuire panorami e sviluppi futuri" che "avviene non appena leggiamo le prime dieci o venti righe" [B. Traversetti]. 

Cronaca di una morte annunciata [Gabriel García Márquez]
Il giorno che l'avrebbero ucciso, Santiago Nasar si alzò alle 5 e 30 del mattino per andare ad aspettare il battello con cui arrivava il vescovo. Aveva sognato di attraversare un bosco di higuerones sotto una pioggerella tenera, e per un istante fu felice dentro il sogno, ma al risveglio si sentì inzaccherato da capo a piedi di cacca d'uccelli. «Sognava sempre alberi» mi disse sua madre, Plácida Linero, rievocando ventisette anni dopo i particolari di quel lunedì ingrato.

giovedì 16 ottobre 2014

Ouverture #7 - Dalla parte di Bailey [W. Bruce Cameron]


L'Incipit, ovvero "l'esplosione semantica che genera e avvia il cosmo romanzesco e ci consente di individuarne i caratteri, di intuire panorami e sviluppi futuri" che "avviene non appena leggiamo le prime dieci o venti righe" [B. Traversetti]. 

Dalla parte di Bailey [W. Bruce Cameron]
Un giorno mi resi conto che quelle cosette calde, piagnucolose e puzzolenti che si agitavano vicino a me erano i miei fratelli. Ci rimasi male.
Non ci vedevo ancora bene, riuscivo appena a distinguere ombre confuse, ma sapevo che quella sagoma grande e bellissima, con la lingua lunga e meravigliosa, era mia madre. Avevo capito come funzionava: quando l'aria fredda mi increspava pelo, voleva dire che la mamma se n'era andata da qualche parte, ma quando tornava il caldo era l'ora di mangiare.

lunedì 13 ottobre 2014

Letture e riletture

Rieccomi, a poco più di un mese dall'ultimo post... Anche se qui non ne ho parlato, ho continuato a leggere qualcosa, soprattutto ho "fatto fuori" quasi tutti i libricini della serie Live della Newton Compton che avevo nella coda di lettura. Me ne sono rimasti solo altri due.

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Ho letto anche due libri di un genere che amo molto, le "storie cinofile":

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Mi sono piaciuti molto entrambi, ma tra Bailey ed Enzo ho preferito (leggermente!) il secondo! Nei prossimi giorni pubblicherò gli incipit di entrambi.
Ho avuto anche il tempo di leggere un altro libro di Gabriel García Márquez (inserirò anche l'incipit di questo):

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Infine, frugando un po' in mezzo ai volumi che devo ancora leggere, mi è venuta voglia di completare la lettura della saga scritta da Christopher Paolini, ovvero il Ciclo dell'Eredità (a mio parere questa saga è più semplice e leggera delle insuperabili Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di G. R. R. Martin). Avevo solo i primi due (Eragon ed Eldest) e qualche mese fa ho comprato anche gli altri due, Brisingr e Inheritance. Dato che non ricordavo nulla della storia, sono ripartita dal primo:

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Inserirò presto anche l'incipit di Eragon e poi avrò smaltito tutti gli arretrati! 

giovedì 11 settembre 2014

Il punto della situazione

Quasi due mesi dall'ultimo post! E questo non perché abbia smesso di leggere (anzi...), ma perché non mi stavo divertendo poi così tanto nel tenere in vita questo blog. Anche se mi sono ripromessa di non scriverci più nulla di (troppo) personale, devo dire che è stato un momento di stanchezza generale e ovviamente anche il blog ne ha risentito (come altre cose più importanti di quest'ultimo).
Da ancora più tempo non ho scritto nulla riguardo l'uncinetto perché è da diversi mesi che non faccio nulla, anche se avrei qualcosa da finire... L'esempio principe è la coperta "Infinity", al momento devo solo farle il bordo ma non ne ho avuto voglia. L'altro progetto quasi terminato è la Coordinate Vest e potrei ripartire da quella, in modo da poterla usare quest'inverno. 
Insomma... torno presto!

domenica 13 luglio 2014

Ouverture #6 - I Vicerè [Federico De Roberto]


L'Incipit, ovvero "l'esplosione semantica che genera e avvia il cosmo romanzesco e ci consente di individuarne i caratteri, di intuire panorami e sviluppi futuri" che "avviene non appena leggiamo le prime dieci o venti righe" [B. Traversetti]. 

I Vicerè [Federico De Roberto]
Giuseppe, dinanzi al portone, trastullava il suo bambino, cullandolo sulle braccia, mostrandogli lo scudo marmoreo infisso al sommo dell'arco, la rastrelliera inchiodata sul muro del vestibolo dove, ai tempi antichi, i lanzi del principe appendevano le alabarde, quando s'udì e crebbe rapidamente il rumore d'una carrozza arrivante a tutta carriera; e prima ancora che egli avesse il tempo di voltarsi, un legnetto sul quale pareva avesse nevicato, dalla tanta polvere, e il cui cavallo era tutto spumante di sudore, entrò nella corte con assordante fracasso. Dall'arco del secondo cortile affacciaronsi servi e famigli: Baldassarre, il maestro di casa, schiuse la vetrata della loggia del secondo piano, intanto che Salvatore Cerra precipitavasi dalla carrozzella con una lettera in mano.
- Don Salvatore?... Che c'è?... Che novità?...
Ma quegli fece col braccio un gesto disperato e salì le scale a quattro a quattro.
Giuseppe, col bambino ancora in collo, era rimasto intontito, non comprendendo; ma sua moglie, la moglie di Baldassarre, la lavandaia, una quantità d'altri servi già circondavano la carrozzella, si segnavano udendo il cocchiere narrare, interrottamente:
- La principessa... Morta d'un colpo... Stamattina, mentre lavavo la carrozza...
- Gesù!... Gesù!...

sabato 5 luglio 2014

Le Challenges di GR [16]

Dopo gli ultimi microlibri, torno ai "mattonazzi" (riferito ovviamente alle dimensioni del libro!):

I Vicerè [Federico De Roberto]
Opus magnum della letteratura popolare e colta italiana, che alla pubblicazione ricevette inusitate stroncature che valevano storici abbagli, "I Vicerè" è una saga epica che raggiunge una penetrazione senza pari nell'esplorare la storia e il garbuglio di vicende umane che ruotano intorno a un centro mobile e affollato: la genealogia degli Uzeda di Francalanza, nobili che ricollocano nella Sicilia ottocentesca le ambizioni del romanzo-mondo, di cui De Roberto è tra i massimi demiurghi. Una ricchezza impareggiabile di agganci storici e colpi di scena e legami incrociati tra i personaggi, ognuno destinato a emergere come protagonista momentaneo, in uno scenario di grandezze e decadenze, grovigli di vizi e meschinità: un capolavoro di narrazione che catapulta il lettore in una Sicilia storica e fantasmagorica. Un fondamento nella linea del romanzo italiano più ambizioso e feroce, un "Gattopardo" esploso e trionfante.
Oltre ad essere inserito nelle sfide 1001 Libri da Leggere ed Extra-large, è il libro che mi fa partecipare al mio primo GdL (cioè Gruppo di Lettura). La "tabella di marcia" prevista per quest'opera è la seguente:

  • Martedì 1 - Lunedì 7: Parte I, Capitoli 1-5 
  • Martedì 8 - Lunedì 14: Parte I, Capitoli 6-9; Parte II, Capitoli 1-3 
  • Martedì 15 - Lunedì 21: Parte II, Capitoli 4-9; Parte III, Capitoli 1-2 
  • Martedì 22 - Lunedì 28: Parte III, Capitoli 3-9

e il topic dove confrontarsi è Diciannovesimo GdL: I Vicerè di Federico De Roberto. Al momento io sono indietro praticamente di una settimana, perchè ho preferito terminare il libro di Wilde prima di cominciare questo. Inizierò a leggerlo oggi e spero di rimettermi più o meno in pari col resto del gruppo nel corso dei prossimi giorni!

mercoledì 2 luglio 2014

Ouverture #5 - L'importanza di essere onesto [Oscar Wilde]



L'Incipit, ovvero "l'esplosione semantica che genera e avvia il cosmo romanzesco e ci consente di individuarne i caratteri, di intuire panorami e sviluppi futuri" che "avviene non appena leggiamo le prime dieci o venti righe" [B. Traversetti]. 

L'importanza di essere onesto [Oscar Wilde]
AGENORE: Lane, hai sentito quello che suonavo?
LANE: Non ho ritenuto educato ascoltare, signore.
AGENORE: Peggio per te. Io non suono con precisione - chiunque riesce a suonare con precisione - ma suono con un'espressione incantevole. Per quel che riguarda il piano, il sentimento è il mio punto di forza. La scienza la riserbo alla vita.
LANE: Sì, signore.

martedì 1 luglio 2014

Le Challenges di GR [15]

De I Watson della Austen devo dire solo: peccato che sia un'opera incompleta!
Terminata la lettura del libro della Austen, proseguo con la collana Live di Newton Compton (li ho comprati quasi tutti e stanno lì, in libreria, ad attendere pazientemente il loro turno...).

Nell’angusta atmosfera vittoriana, irrompe come un fulmine a ciel sereno L’importanza di essere onesto, considerato da molti il capolavoro teatrale di Wilde. Sin dal giorno del suo debutto, nel 1895, ha ottenuto moltissime repliche in tutto il mondo, fino alle recenti trasposizioni per il cinema. Questa «commedia frivola per persone serie» ritrae un arguto e pungente scorcio dell’aristocrazia inglese, un mondo dove la forza degli individui risiede in quello che dicono e non in quello che fanno, nel blasone e non nelle idee. Ernesto (Onesto) è l’uomo che tutte le dame – e non solo – vorrebbero avere. E per aggiudicarselo sarebbero disposte a tutto. Vanno così in scena, complici inconsapevoli, fiducia e finzione, sincerità e calcolo, onestà e manipolazione, in un’esplosione ininterrotta di battute sferzanti, molte delle quali memorabili come aforismi.