Ad Menu

giovedì 26 marzo 2015

Verona

Periodo di notevole "calma piatta", questo... Anche se ho un sacco di cose da fare e pochissimo tempo per farle (quindi figuriamoci riprendere l'uncinetto in mano o leggere qualche libro), non ho quasi nulla da raccontare. 
Dico quasi perchè lunedì 23 sono andata a visitare Verona. Mio fratello doveva andare a Vinitaly e io, all'ultimo momento, ho deciso di scroccare un passaggio e andare con lui fin lì. All'entrata della Fiera le nostre strade si sono divise. Sono andata a vedere l'Arena e Piazza Bra, poi Piazza delle Erbe, la casa di Giulietta, un sacco di stradine e vicoletti, il Lungadige con Ponte Pietra e il Ponte Scaligero.

Questo è l'Adige visto da Ponte Pietra:

Una foto pubblicata da Michela (@meekhayla) in data:


Ci voglio tornare per farmi tutto il Lungadige.

Mi ha lasciata un po' stranita la ressa per farsi la foto con la statua di Giulietta mettendole una mano su una tetta. Porta fortuna? Tradizione? Non sono informata... Io volevo semplicemente fare una foto alla statua, SOLO alla statua e ho dovuto fare millemila tentativi finchè non ho beccato il momento giusto tra un turista e l'altro. Sono riuscita ad avere la foto tra un cambio di turisti!

lunedì 9 febbraio 2015

Sogni

[Aforismi Romani]
Per due notti consecutive ho fatto lo stesso identico sogno. Già il fatto che io riesca a ricordare sia il sogno sia l'averlo fatto per due notti consecutive ha dell'incredibile. Raramente ricordo se e cosa ho sognato, al massimo mi sveglio sapendo che stavo facendo un incubo o un sogno bellissimo, stop. Trama e dettagli svaniscono appena mi sveglio.
Ho sognato di essere su un vulcano, a metà strada tra la base e la cima, che era in procinto di eruttare. Intorno a me oscurità illuminata da tutte le sfumature del fuoco. Nel sogno mi arriva addirittura un SMS che mi avvertiva dell'imminente risveglio del vulcano. Lo leggo e poi con molta calma inizio a scendere, mentre in cima inizia a spuntare la lava. So che durante la discesa ho la lava dietro di me, che però non mi raggiunge nè tantomeno rischia di sommergermi. Mi sveglio sentendomi circondata dal fuoco e dai suoi colori accecanti, ma senza alcuna sensazione spiacevole.
Anche se non ci credo poi tanto, sono andata a cercare che significato potesse mai avere un sogno del genere...
Che interpretazione e significato dare ad un vulcano in sogno che sprigiona lava, con la lava stessa che cade giù da esso venendo verso di noi e distruggendo ciò che trova sul percorso?
Questi sogni, in genere, possono essere legati alle forze distruttive che abbiamo in noi, alla nostra rabbia che arrivata ad un certo punto, esplode incontrollata. Ma il vulcano può anche indicare grandi energie che possediamo, grandi idee creative che aspettano di venir fuori e di essere espresse. Quindi non sempre il vulcano in eruzione in sogno porta con sè significati sfavorevoli.
Certo bisogna saper interpretare al meglio sogni del genere e cercare di capire se l'eruzione in sogno è da ricollegarsi a momenti di ira incontrollata, ad un periodo in cui siamo molto nervosi con gli altri, con noi stessi, con il mondo oppure a favorevoli possibilità di far valere le proprie idee, i propri progetti, di mettere in campo innovazioni nella nostra vita. È chiaramente la seconda possibilità che risulta positiva e costruttiva per il sognatore mentre la prima è solamente distruttiva. Se ci rendiamo conto di essere in un periodo di nervosismo, di rabbia e sognamo un vulcano che erutta allora il sogno è proprio li a dirci di stare calmi e di trovare le giuste soluzioni per evitare di "scoppiare".
A volte la lava del vulcano può venirci incontro in sogno rischiando di bruciarci e questo è sintomo di una rabbia che non siamo in grado di controllare perchè è una rabbia cieca. Riuscire a sfuggire al fumo, ai lapilli ed alla lava stessa è invece favorevole e può indicare un buon equilibrio interiore che può aiutarci a controllare al meglio i nostri istinti.
Ma quando il vulcano che erutta in sogno è da ricollegare alle nostre forze rigeneratrici e creative allora siamo di fronte a qualcosa di molto favorevole per noi. Possiamo aspettarci un periodo quindi di grossa carica interiore, di gran voglia di darsi da fare. Potremmo andare incontro ad una fase della nostra vita in cui avremo molte idee positive che riusciremo a mettere in campo. Se siamo artisti come pittori, musicisti, allora aspettiamoci davvero un bel periodo pieno di intuizioni.
Concludiamo dicendo che la lava che si sprigiona dal cratere di un vulcano in sogno può facilmente essere ricollegata anche ad una forte pulsione intima, ad una voglia notevole di amare. Se siamo in coppia noteremo probabilmente di avere molto più desiderio di prima e di volerlo mettere in mostra con il nostro partner. Se siamo single allora diamoci da fare perchè il nostro corpo, il nostro spirito ed i nostri istinti primordiali richiedono attenzione.
[fonte]
Io ultimamente ne ho parecchia, di voglia di darmi da fare, in diversi campi, quindi stavolta posso guardare al significato positivo. Un po' di ottimismo non fa poi male... però i numeri non li ho giocati!

giovedì 5 febbraio 2015

Personalizzare un vecchio Game Boy


lunedì 26 gennaio 2015

Ouverture #18 - Don Chisciotte della Mancha [Miguel de Cervantes Saavedra]


L'Incipit, ovvero "l'esplosione semantica che genera e avvia il cosmo romanzesco e ci consente di individuarne i caratteri, di intuire panorami e sviluppi futuri" che "avviene non appena leggiamo le prime dieci o venti righe" [B. Traversetti]. 

Don Chisciotte della Mancha [Miguel de Cervantes Saavedra]
Capitolo 1. Che tratta della condizione sociale e delle abitudini del famoso e valoroso cavaliere Don Chisciotte della Mancha.

In un luogo della Mancha, di cui non voglio ricordarmi il nome, non molto tempo fa viveva uno di quei cavalieri con la lancia e un vecchio scudo nel ripostiglio, un magro ronzino e un levriero da caccia. Un piatto con più carne di montone che di manzo, carne fredda piccante tutte le sere, lenticchie il venerdì, uova con pancetta il sabato e qualche piccioncino in più la domenica consumavano tre quarti della sua rendita; il resto se ne andava per il copriabito di fine panno nero, i calzoni di velluto per i giorni di festa e le soprascarpe dello stesso tessuto, mentre gli altri giorni della settimana si vestiva di lana grezza, ma della migliore. In casa aveva una governante d'oltre quarant'anni, una nipote che non arrivava ai venti e un garzone che provvedeva ai lavori della campagna e alla spesa, che sellava il ronzino e maneggiava il potatoio. Il nostro gentiluomo rasentava i cinquant'anni, era di corporatura robusta, asciutto di corpo, col viso magro, gran mattiniero e appassionato di caccia. Si dice che avesse come soprannome Quijada o Quesada, in ciò ci sono alcune differenze tra gli autori che scrivono di questo caso, sebbene si possa supporre, in base a verosimili congetture, che si chiamasse Quijana. Ma questo non è di rilievo per il nostro racconto, ciò che conta è che la narrazione dei fatti non si discosti d'un palmo dalla verità.

sabato 24 gennaio 2015

Don Chisciotte della Mancha di Miguel de Cervantes Saavedra

Una foto pubblicata da Michela (@meekhayla) in data:
Don Chisciotte della Mancha

Trama: Nata dalla fantasia di Miguel de Cervantes, mentre era rinchiuso nel carcere di Siviglia, la storia del cavaliere errante e del suo fido scudiero Sancho Panza, che si svolge durante il regno di Filippo III di Spagna, ci induce a percorrere un itinerario al tempo stesso cavalleresco, etico, letterario, sociale e sentimentale. In una miscela dei generi narrativi in voga, Cervantes supera il canone letterario, la norma unitaria, l'esclusione di temi e realtà, per comporre un mondo in cui nulla di umano è estraneo alla sua sensibilità. Sfortunato e grande scrittore, Cervantes ha lavorato sul linguaggio componendo il primo romanzo moderno e al tempo stesso portando a maturità una lingua che si sarebbe poi diffusa oltremare, grazie alla vitalità che ha saputo darle il serrato dialogo tra il cavaliere e lo scudiero, eroi strampalati e umanissimi.
Autore: Miguel de Cervantes Saavedraa
Titolo originale: El ingenioso hidalgo Don Quijote de la Mancha
Prima pubblicazione: 1605 (1622 in Italia)
Traduttore: Barbara Troiano e Giorgio Di Dio
Editore: Newton Compton
Collana: I MiniMammut
Prezzo: 3,90 €
ISBN: 9788817069601
E-book: 2,99 € (Amazon)

giovedì 22 gennaio 2015

Ouverture #17 - Spedizione verso il Niente [Dean R. Koontz]


L'Incipit, ovvero "l'esplosione semantica che genera e avvia il cosmo romanzesco e ci consente di individuarne i caratteri, di intuire panorami e sviluppi futuri" che "avviene non appena leggiamo le prime dieci o venti righe" [B. Traversetti]. 

Spedizione verso il Niente [Dean R. Koontz]
Nello studio ingombro, sul lato della casa volto ad occidente, Sandow sedeva a una scrivania sovraccarica di testi arcaici dalle pagine ingiallite e rovinate dal trascorrere di un tempo troppo lungo. Non li stava leggendo, nè aveva intenzione di leggerli in un prossimo futuro, perchè ne conosceva ogni parola a memoria. C'erano sempre libri aperti sulla scrivania del Maestro Scuotitore Sandow, in parte per dare ai visitatori un'impressione di operosità e in parte perchè l'odore della carta invecchiata e logora gli piaceva. Quell'odore aveva un che di romantico che suscitava uno stato d'animo di sogno: tempi perduti, segreti perduti, mondi perduti. 

martedì 20 gennaio 2015

Spedizione verso il Niente di Dean R. Koontz

Una foto pubblicata da Michela (@meekhayla) in data:

Spedizione verso il Niente

Trama: Il Niente è l'immenso territorio inesplorato da secoli dove, secondo la leggenda, esisteva un tempo una civiltà superiore. Tremendi cataclismi naturali hanno poi cambiato il volto alla Terra, spianando montagne, spostando continenti, trasformando i deserti in paludi, le pianure in oceani. Ma ecco che uno dei piccoli e primitivi regni feudali ai piedi della Catena delle Nubi decide di inviare una spedizione nella landa ignota. Un centinaio di soldati, accompagnati da un vecchio Maestro dotato di poteri telepatici, cominciano la terribile ascensione. Non sono soltanto il gelo, la fatica, la roccia e la neve a decimarli: un misterioso assassino si nasconde tra loro, li colpisce a tradimento durante la notte, mentre marciano, mentre riposano. E i pochi che arrivano in vetta e scendono verso il Niente, dovranno ancora affrontare, con le loro rozze armi, i pericoli strabilianti e le inaudite sorprese di un mondo sconvolto dalle mutazioni ma tutt'altro che morto.
Autore: Dean R. Koontz
Titolo originale: Warlock
Traduttore: Maria Benedetta de Castiglione
Editore: Mondadori
Collana: Urania
Prezzo: Preso in edicola a 2,90 €
ASIN: B00I1K0P0Q

domenica 18 gennaio 2015

Ouverture #16 - Novella degli scacchi [Stefan Zweig]


L'Incipit, ovvero "l'esplosione semantica che genera e avvia il cosmo romanzesco e ci consente di individuarne i caratteri, di intuire panorami e sviluppi futuri" che "avviene non appena leggiamo le prime dieci o venti righe" [B. Traversetti]. 

Novella degli scacchi [Stefan Zweig]
Sul grande piroscafo passeggeri in procinto di salpare a mezzanotte da New York per Buenos Aires regnava il solito affaccendato viavai dell'ultima ora. Gli ospiti da terra facevano ressa per accompagnare gli amici, i ragazzi del telegrafo, col berretto sulle ventitré, sfrecciavano da una sala all'altra chiamando i nomi a gran voce, fiori e valigie venivano trascinati a bordo, i bambini correvano curiosi su e giù per le scale mentre l'orchestra continuava a suonare imperturbabile il suo deck-show. Ero intento a conversare con un conoscente sul ponte di passeggiata, un po' discosto da questo trambusto, quando accanto a noi guizzò per due o tre volte la luce di un flash - a quanto pareva, qualche personaggio importante era stato intervistato e fotografato dai reporter poco prima della partenza. Il mio amico lanciò un'occhiata e sorrise.

venerdì 16 gennaio 2015

Ouverture #15 - Sanditon [Jane Austen]


L'Incipit, ovvero "l'esplosione semantica che genera e avvia il cosmo romanzesco e ci consente di individuarne i caratteri, di intuire panorami e sviluppi futuri" che "avviene non appena leggiamo le prime dieci o venti righe" [B. Traversetti]. 

Sanditon [Jane Austen]
Un signore e la sua consorte, in viaggio da Tonbridge verso quella parte della costa del Sussex che si distende tra Hastings e Eastbourne, furono indotti da una faccenda che dovevano sbrigare ad abbandonare la strada principale e ad arrischiarsi lungo un viottolo accidentato: la carrozza, nel tentativo di inerpicarsi su per il pendio, tra rocce e sabbia, si rovesciò. L'incidente avvenne poco oltre l'unica casa signorile vicina al sentiero, e all'inizio il cocchiere, ricevuto l'ordine di prendere quella direzione, aveva creduto fermamente che quella casa fosse la loro meta e aveva mostrato il suo disappunto quando era stato costretto a passare oltre. In effetti aveva brontolato e scrollato le spalle e, pur commiserando i suoi cavalli, li aveva frustati tanto violentemente da indurre il sospetto di aver provocato l'incidente di proposito (soprattutto perché la carrozza non era sua), non fosse stato che la strada, appena superati gli edifici della suddetta dimora, era indiscutibilmente peggiorata, mostrando con il suo evidente aspetto funesto che solo le ruote di un carro avrebbero potuto percorrerla senza pericolo.

Sanditon di Jane Austen

Una foto pubblicata da Michela (@meekhayla) in data:

Sanditon

Trama: Trasformare la tranquilla cittadina di Sanditon in una stazione balneare alla moda: è questo il sogno di Mr Parker, imprenditore entusiasta e determinato. Charlotte, figlia di un proprietario terriero della zona, è l’eroina di questo romanzo: è tentata dall’idea di Mr Parker ma al tempo stesso comprende le ragioni del padre, restio al grande cambiamento. Sidney Parker è invece il personaggio maschile positivo, interessato al nuovo ma senza l’eccesso caricaturale del fratello. Sarà lui l’uomo giusto per Charlotte? Il manoscritto di Sanditon fu abbandonato da Jane Austen il 18 marzo 1817, esattamente quattro mesi prima della morte. Era già malata da un anno, ma questo testo non reca tracce di dolore o pessimismo e, sebbene incompiuto, è un chiaro frutto del genio comico che da sempre attraversa la sua vena narrativa.
Autore: Jane Austen
Titolo originale: Sanditon
Traduttore: Daniela Paladini
Editore: Newton Compton
Collana: Live Deluxe
Prezzo: 1,90 €
ISBN: 9788854169838
E-book: 0,49 € (Amazon)